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Il castello

 

spilimbergoPer La storia del Castello si confonde con quella dei Signori di Spilimbergo, gli Spengenberg, famiglia nobile di origine carinziana tra le più ragguardevoli in regione e “ministeriales” del Patriarcato di Aquileia.


Il primo documento che attesta la presenza di un castello a Spilimbergo risale al 1120. Non è possibile ricostruire come il castello apparisse all’epoca, poichè questo venne distrutto, demolito e ampliato più volte. Infatti nel 1313 è noto che il castello fu ampliato e restaurato per mano di Giovanni da Spilimbergo, in seguito nel 1511 fu incendiato nel corso di una rivolta popolare e l’ala sud non venne più ricostruita.


Il Castello si presenta oggi come un agglomerato di residenze signorili disposti ad anello attorno all’ampia corte centrale ed è circondato per metà da un profondo fossato, mentre per il resto è a picco su una scarpata del Tagliamento.


Attraversato il ponte sul fossato e la torre di guardia, il primo palazzo che si incontra sulla sinistra è il Palazzo Tadea. Ricostruito in stile rinascimentale nel 1566 per opera di Tadea, moglie di Bernardino di Spilimbergo, presenta al suo interno un ampio salone decorato con stucchi settecenteschi.


Proseguendo si vede il Palazzo ex Ciriani, oggi Furlan, che conserva affreschi dI Giovanni da Udine del secolo XVI.


Un bel portone a tutto sesto in pietra abbellita da fossili, dà accesso al Palazzo Troilo, edificato da messer Troilo dopo l’incendio del 1511. Affrescato nel 1544 da Marco Triussi con pitture che ben presto si rovinarono, fu dall’Ottocento fino al 1968 utilizzato come carcere. Oggi si possono ancora vedere due celle al pianterreno. Il palazzo ospita inoltre l’Ufficio Turistico della Pro Spilimbergo e la Galleria d’Arte “La Torre”.


spilimbergoIl palazzo più importante sul piano artistico e di maggior effetto scenico è sicuramente il Palazzo Dipinto, ricostruito verso la fine del Trecento e l’unico edificio scampato all’incendio del 1511. Fu abitato da Irene di Spilimbergo ed inoltre ospitò Carlo V nel 1532, la regina di Polonia Bona Sforza nel 1556 e Enrico III di Francia nel 1574. Il palazzo spicca all’interno della corte per le belle trifore gotiche e rinascimentali, per i raffinati particolari in pietra e per gli affreschi che si estendono su tutta la superficie muraria. Gli affreschi rappresentano, oltre a motivi decorativi, Virtù cardinali e teologali, palafrenieri con cavalli e possono essere attribuiti ad Andrea Bellunello, attivo in Spilimbergo tra il 1469 e il 1475. Attualmente al piano terra il palazzo ospita il ristorante “La Torre”.


Il prolungamento del Palazzo Dipinto è testimone delle precedente presenza di un’altra ala del Castello, che raccordava l’ala est con quella ovest: questa parte però, in seguito all’incendio del 1511 non venne più ricostruita e oggi permette quindi un’ampia e suggestiva vista sul Tagliamento.
Il complesso del castello chiude a occidente con edifici di proprietà privata del sec. XVI, affascinanti per i sotterranei e le leggende ad essi legate. L’ala ovest conclude il giro panoramico e accompagna nuovamente il visitatore verso il ponte di accesso, alla scoperta dei borghi medievali della città.

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