Scuola mosaicisti del Friuli
La parola “mosaico” deriva dal greco e significa << opera paziente, degna delle muse>>, rappresenta una delle più alte espressioni e uno dei più antichi e appariscenti mezzi d’ornamentazione, tramandateci fin dall’epoca romana.
L’arte musiva vera e propria consiste nel comporre un disegno a soggetto con fregi e disegni geometrici, utilizzando piccole “tessere” o tasselli di pietre naturali, terrecotte e paste vitree, le tessere, tagliate a mano, vengono fissate su uno strato di cemento o mastice.
La Scuola Mosaicisti del Friuli nasce nel 1922, si pone come obiettivo l’impiego didattico, il sodalizio tra tradizione e rinnovamento, tra realtà produttiva e realtà culturale.
Nella luminosità dei laboratori di mosaico e di terrazzo, martelline, ceppi e taglioli ancora oggi scandiscono il tempo di un lavoro di lontana memoria ( quella del mosaicista e quella del terrazziere).
Gli stessi pionieri del mosaico moderno, i mosaicisti di Sequals del secolo scorso, sono stati capaci di allacciare relazioni con pittori e architetti per lavori di grandi dimensioni: hanno diramato la loro arte in tutto il mondo, dalla decorazione della Library of Congress of Washington a quella dell’Operà di Parigi, dove il progetto dell’architetto Charles Garnier viene valorizzato dai mosaici commissionati al sequalsese Gian Domenico Facchina, noto anche per gli interventi nella chiesa di Lourdes.
La Scuola realizza importanti e grandiosi interventi musivi di richiamo internazionale, passando attraverso lo studio e l’applicazione del mosaico romano, bizantino e moderno.
Nel primo dopoguerra il lavoro più interessante della Scuola è la decorazione parietale e pavimentale di diecimila metri quadrati di mosaico al Foro Italico di Roma.
Nel secondo dopoguerra , esecuzioni di così grande respiro vengono realizzate dalla Scuola nei rutilanti mosaici del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Altra commissione di notevole importanza per la scuola è quella del mosaico pavimentale, di ben 1600 metri quadrati, realizzato nel 1991 per l’Hotel Kawakyu di Shirihama in Giappone.
La scuola oggi cerca soprattutto di non dimenticare la sua stessa ragione di essere e valorizza il mosaico come fatto culturale oltre che tecnico: lo studio, la ricerca, la sperimentazione, l’utilizzo delle più innovative tecnologie sono segni di apertura di crescita.
La complicità di cultura e progetto, di mosaico e spazio architettonico trova la sua massima espressione in uno degli ultimi lavori della scuola; la realizzazione di una totemica colonna in mosaico, alta dieci metri, riflessa su bande verticali e caleidoscopiche in Corte Europa a Spilimbergo, omaggio all’Unione Europea e rientrano nel progetto di riqualificazione e restauro a usi urbani di strutture militari dismesse.





