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I vini

 

Come degno accompagnamento ai gustosi piatti della tradizione, non si possono dimenticare i vini locali.


Il territorio spilimberghese ricade nella zona delle Grave, un’ampia area formata dai fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento. Nel corso di millenni essi hanno depositato enormi quantitativi di materiale calcareo-dolomitico strappati alle montagne. I monti, oltre ad aver dato origine al terreno delle Grave, riparano dalle correnti dei venti freddi provenienti dal nord. L’effetto benefico della presenza del mare Adriatico ha concorso alla creazione di un clima particolarmente adatto alla coltivazione della vite. Il terreno arido e sassoso dà vita a vini piuttosto asciutti e aromatici.


La scelta di un buon bicchiere di vino è decisamente varia e ampia: si va dai bianchi come il Tocai friulano, il Pinot e il Sauvignon, ai rossi come il Merlot, il Cabernet e il Refosco.


Tocai friulano è un vino bianco con molto carattere, nato da un vitigno autoctono tipico del Friuli. Nei terreni sassosi, caratteristici delle zone più tipiche del Friuli-Grave, quest’uva mantiene una buona acidità ed i suoi profumi freschi e leggermente vegetali si conservano a lungo nel tempo. È il classico aperitivo friulano. Ottimo con il prosciutto di San Daniele, gli insaccati e i formaggi freschi, accompagna altrettanto bene primi piatti e antipasti di pesce.


Pinot deriva da un vitigno di antico lignaggio, da qualche secolo coltivato in Friuli, che trova il suo habitat naturale nelle Grave. Il vino che si ottiene si può abbinare gradevolmente a tutto pasto: è particolarmente consigliato con antipasti di salumi, primi piatti di pasta e gnocchi e con secondi di pesce, carni bianche e lessi.


Sauvignon è un vino bianco importante, con molta personalità. E' il vino nobile di origine transalpina, entrato nel Friuli a seguito di una ricerca sul vitigno che presentasse un vino bianco dalle caratteristiche diverse e nuove rispetto a quelli della Regione. È indicato come aperitivo, con antipasti, sformati o passati di verdura, asparagi, piatti a base di uova, pesce con salse.


Merlot è il vino rosso più bevuto dai Friulani per la larga disponibilità della Regione e per le sue doti. E' un vino di antiche tradizioni e nobiltà enologiche. Non si può considerare il merlot un vino comune, anzi, le sue qualità denotano una precisa personalità. È un vino di carattere, pieno e robusto. Si accompagna ottimamente con le carni sia bianche che rosse, bollite, in umido o alla griglia e con formaggi stagionati.


Cabernet sauvignon è un ottimo vino rosso, rotondo ed aromatico. Ideale per pasteggiare, si abbina agli arrosti, alle carni rosse in genere e alla selvaggina. Si accompagna bene anche a formaggi di pasta dura ed invecchiati.


Refosco è un vino rosso autoctono del Friuli, che risale ai Romani ed è particolarmente adatto all'invecchiamento. Il vitigno chiamato "pécol ross" per il suo peduncolo rosso, ha ottenuto rinomanza nei tempi. Perfetto il suo abbinamento con i piatti tipici della cucina contadina friulana e con tutti quelli a base di carne, specie rossa, e ai formaggi invecchiati.
Nelle colline che fanno da contorno alla città, ovvero nelle zone di Pinzano al Tagliamento e Castelnuovo del Friuli, si è sviluppata una produzione di vini derivati da antichi vitigni autoctoni quali lo Scjaglin, l’Ucelut, il Piculit neri e il Forgjarin. Di seguito una breve descrizione di questi vini autoctoni.


Scjaglin è ottenuto da un vitigno noto nelle colline dello Spilimberghese già nel XV sec. Il nome deriva da “s’ciale” ossia terrazzamenti o da “schiavolino” cioè vino della Slavia, terra posta al limite delle Alpi Giulie. È un vino bianco intensamente fruttato, delicato e gentile, tipico dell’uva che rievoca completamente. Essendo un vino di grande personalità, chiede piatti altrettanto importanti. È vino da antipasti magri, minestre asciutte e in brodo, piatti a base d’uova e di pesce, frittata d’erbe e piatti della cucina rustica locale. Inimitabile con crostacei e risotti alle erbe. Ottimo da gustare anche fuori pasto.


Ucelut è un vino bianco le cui uve appartengono alle cosiddette “uve uccelline” ossia ai vitigni che fruttificavano ai bordi dei boschi e i cui frutti venivano appetiti dagli uccelli. Nel corso dei secoli il vitigno ha preso la via della collina ove dà qualità superiore. In funzione dell’annata, ossia in relazione al grado alcolico, ma soprattutto al residuo zuccherino, l’Ucelut ha diversi accostamenti gastronomici. Quando è molto amabile è vino da dessert, soprattutto con dolci secchi, poco aromatici. Quando è secco è vino da aperitivo, con stuzzichini, antipasti specie a base di prosciutto affumicato, pesce, asparagi, creme e vellutate, risotti, frittate alle erbe di stagione.


Piculit neri è un vino rosso, da non confondersi con il Picolit Rosso del Friuli o con il Refosco Gentile. Il nome significa “piccolino” in quanto con ogni probabilità trae il nome dalla forma minuta degli acini. È un vino da gustare con primi piatti leggeri, lessi, creme e vellutate, risotti e sformati di pasta inoltre con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati. È ideale con il maiale e i salumi cotti. È ottimo da bersi anche fuori pasto in un momento di riposo e di distensione.


Forgjarin poco si conosce sull’origine di questo vitigno; molto probabilmente prende il nome da Forgaria, paese del Friuli Occidentale. È un vino rosso elegante e piacevole, difficile da giudicare perché è un vino che esce dai canoni tradizionali, insomma è tutto da scoprire. Ricco di aromi fruttati che fanno un vino di grande piacevolezza, sobrio e versatile a tavola. È vino da pasta e fagioli con cotiche, carni bianche, lessi, carni rosse a debole sapore, arrosti, pollame nobile, in particolare anatra e faraona.

 

Grande attenzione merita infine anche la grappa, distillato esclusivamente italiano prodotto da vinacce ricavate esclusivamente da uve prodotte e vinificate in Italia. La grappa è il nome popolare per definire l’acquavite di vinaccia. Questo nome si attesta solo alla fine dell’Ottocento, quando già era da secoli una bevanda tradizionale del mondo friulano. A Spilimbergo si possono gustare grappe bianche aromatizzate con erbe, frutti e spezie e l’Amaro di Spilimbergo.

 

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